ILARIA PICCARDI

Adi Shakti, 2019

Ilaria Piccardi, nata ad Alessandria nel 1991, vive e lavora a Milano dove, ispirata dall’artista Alessandra Spranzi, sta studiando fotografia all’Accademia di Belle Arti di Brera. Artista di grande forza e sensibilità, spazia nei suoi interessi tra fotografia, video, teatro e attenzione al sociale. Accanto all’attività espositiva – tra cui ricordiamo la collettiva Ne me quitte pas alla Galleria UPP di Venezia nel 2014 – ha già ricevuto apprezzamenti e attestazioni, tra cui la “menzione speciale giovane talento” all’edizione 2013 del Premio Art Gallery a Milano e il Premio Cinematografico Lavoro e Psiche dell’Associazione Museo Nazionale del Cinema di Torino con il cortometraggio Grigio, Verde, Azzurro nel 2019.

Ha ideato, organizzato e partecipato alla prima edizione di Corpi sul palco nel 2019

di nascosto, si intenda. | Aprile 2020

Attualmente non ho un computer, me lo hanno rubato (non starò a ricordarne le dinamiche). Non ho la mia macchina fotografica analogica che aveva tanti anni quanti sono i miei, me l’hanno rubata (idem come sopra per il computer).
Non ho molti soldi.
Non ho più un amore.
Non ho un lavoro.
Ho sei esami ancora da finire alla specialistica di fotografia a Brera. Non mi piace fotografare, mi piace potermi occupare di immagini.


Ho un ingranditore economico, gli acidi fotografici e tante scatole di cartone con cui costruire delle macchine fotografiche primitive a foro stenopeico.
Una lampadina rossa.
Una casa a Milano da svuotare.
Ho un grande polipo nell’utero.
Ho il numero di Antonio Rezza.
Ho tanti amici sparsi per l’Italia che vorrei incontrare, abbracciare, baciare, accarezzare, …

Non sono più ripartita per la Puglia per svuotare un po’ la vecchia casa di famiglia e aiutare mio fratello.
Così dopo sarei stata libera di viaggiare!
Mamma non vuol mai buttare nulla di nulla di nulla. Sono 16 anni che E. è andato via, la camera di mio fratello era abitata da sempre da un imponente armadio pieno di cose (inutili). Erano anni che volevamo liberarcene, ma nostra madre ce lo ha sempre impedito.
Un cassetto pieno ancora di mutande maschili tipiche degli anni 80, (almeno) ancora nuove e mai usate.
Qualche giorno fa decisi di non ascoltarla più. Volevo omaggiare mio fratello e liberarlo di quel peso.
Svuotai l’armadio, mi sentii male per l’enorme quantità di roba al suo interno.
Credendo di non potercela fare da sola, provai a distruggerlo. A martellate.
La voce in sottofondo di mia mamma provò fino all’ultimo a dissuadermi da ciò che avevo deciso di intraprendere, “stai facendo un lavoro inutile ” ripeteva.

Cadde, come un atto magico.
Liberi tutti!

Voglio inseguire un progetto, ma non ho un progetto.
Ho tante idee, desideri, sensazioni. Stimoli.

Con il nuovo decreto dal 4 maggio si potrà far visita ai propri congiunti (ed affetti stabili) all’interno della propria regione… devo cercare un affetto stabile entro il 4 maggio?, mi domando.
Io adesso ho il Piemonte, casa di Penone, Pistoletto, …

Voglio trovare un vecchio camper a poco prezzo
Voglio trovare nuovi amici da poter abbracciare, baciare, accarezzare, …
Voglio partire
Voglio cercare…
forse anche trovare.

Intanto cammino
(di nascosto, si intenda)

Maliziosamente,
lunaticamente,
appassionatamente,
illegalmente,
disperatamente,
malinconicamente,
dolcemente,
insaziabilmente,

Ilaria